
27 Dicembre 2016
di Antimo Verde – Questo Natale, per tutti coloro che sono stati ragazzi negli anni ’80, sarà ricordato in maniera davvero triste. Infatti, proprio nel giorno della festività a cui aveva dato il titolo di quello che sicuramente è stato il suo più grande successo discografico, “The Last Christmas”, George Michael muore a 53 anni, nell’abitazione di Goring-on-Thames, un paesino nell’Oxfordshire a circa 85 chilometri da Londra, dove aveva deciso di passare le festività assieme al suo compagno, il parrucchiere Fadi Fawaz.
Il cantautore, colpito da un arresto cardiaco, lascia orfani milioni di fan in tutto il mondo che hanno cantato, ballato e sognato con le sue canzoni, riuscendo a fargli superare i 100 milioni di copie di dischi venduti in tutta la sua carriera e accumulare un patrimonio di 120 milioni di sterline. Una fortuna che sarà ripartita, non avendo figli, tra le sue due sorelle e alcune associazioni, che Michael sosteneva.
Figlio di un ristoratore greco-cipriota e di una ballerina inglese, Georgios Kyriacos Panayiotou, il suo vero nome, prima di diventare solista, fa parte degli Wham!. Il duo pop che sulle note di brani come “Club Tropicana” e “Wake me up before you go-go” scala le classifiche di tutto il mondo. Quando fondano il gruppo, Andrew Ridgley e Michael, scelgono di percorrere una strada musicale in controtendenza. Infatti, nel periodo in cui in Inghilterra spopola la musica della new wave, dark, elettronica e “new romantics”, gli Wham! preferiscono quella del pop leggerissimo e vacuo, da consumare in fretta e furia, senza la pretesa di promuovere alcun tipo di messaggio.
Ma, quando il duo raggiunge il massimo del successo possibile, Michael decide di camminare da solo e dimostrare non solo le sue indiscusse doti canori, ma anche quelle di autore. Il distacco è radicale, tanto da permettersi di non cantare più i brani dei Wham! in concerto, come a voler cancellare un pezzo importante del suo percorso musicale prendendone le distanze. I fatti gli danno ragione. Solo con il singolo “Faith” riuscirà a vendere 25 milioni di copie.
La qualità delle sue canzoni e dei suoi concerti cresce in maniera esponenziale e il suo album del 1990, “Listen without prejudice vol.1”, rappresenta in maniera simbolica la sua carriera e la sua vera identità, in quanto è davvero una miscela di pop, sesso, simpatia, sfrontatezza, talento, spettacolarità, soul music, abilità, e soprattutto perché contiene l’hit mondiale “Freedom ’90”, un vero inno alla libertà individuale.
Non si dedica esclusivamente alla musica, ma si impegna anche socialmente. Già dai tempi dei Wham!, infatti, per contratto pretende che nulla dei soldi che guadagna deve essere investito in società che fanno affari con il Sudafrica razzista. Soprattutto vanno ricordate le prese di posizione contro la politica di Margareth Tatcher, di Tony Blair sull’Iraq e le battaglie in difesa dei diritti dei gay, partecipando al Live Aid e al Mandela Day.
Dopo un periodo di silenzio, ritorna sulle scena, ma il clamoroso arresto a Los Angeles, stoppa ancora una volta la sua carriera. Riesce con fatica a riabilitare la sua immagine e soprattutto a far riscoprire le sue immense capacità canore e autoriali con album come “Songs from the last century” e poi “Patience”. Negli ultimi anni, preferisce, però, dedicarsi soltanto ai concerti dal vivo regalando rarità del suo repertorio.
George Michael, nonostante le sue difficoltà personali ed artistiche nel cercare di mantenere costante il suo successo e la sua fama, rimane ugualmente una grande star. Con il suo stile e la sua musica, riesce a mettere insieme intrattenimento e qualità ed ha aperto la strada ad un’intera generazione di nuovi cantanti, non solo in Inghilterra, ma nel mondo intero.
Certamente, sarà ricordato per la sua potente, ma allo stesso tempo, raffinata vocalità, con la quale poteva permettersi di cantare al fianco di chiunque senza mai sfigurare. Ma soprattutto, per il suo spirito libero e provocatorio, che hanno lasciato una profonda impronta nella cultura musicale e nel cuore di tutti quei ragazzi, che hanno vissuto gli anni ’80 e ’90, intonando infinite volte “The Last Christmas”. E per un crudele scherzo del destino per George Michael, questo lo è stato per davvero!