Accogliamo la sfida!

Baby puttane crescono a scuola, ma si chiamano escort!

18 Maggio 2011

di Sara Capitanio –

 

Arrotondano le loro paghette. Lo fanno per avere qualche regalo griffato e  ricariche.

A volte per qualche scommessa.

Credono di essere abbastanza grandi da gestire il proprio corpo e da esercitare la loro libertà sessuale. Credono di avere un qualche potere sui loro coetanei.

Ma la verità è che sono solo delle bambine. Bambine dai corpi provocanti e abbigliamenti da giovani donne. Ma pur sempre bambine. Pre-adolescenti.

 

Frequentano le scuole medie o i primi anni del liceo. E la scuola diventa il luogo preferito per i loro scambi sessuali. Ma non c’è solo la scuola, c’è anche  il web, la discoteca.

Approfittano di ricreazioni, ore di ginnastica e feste in casa senza genitori.

In quei luoghi hanno rapporti occasionali tra estranei. Rapporti non protetti, menage di gruppo. Stupri.

In maniera del tutto leggera e superficiale si donano ai loro coetanei in cambio di pochi euro.

Ma quanto sono consapevoli dei loro gesti? E quanto educate alla sessualità?

Poco pare.

 

A metter in luce il fenomeno è un libro della giornalista Marida Lombardo Pijola, dal titolo “Facciamolo a skuola. Storie di quasi bimbi”, edito Bompiani.

Il libro denuncia, attraversando quel mondo ignorato da genitori ed educatori, le abitudini malsane delle nostre ragazze. Ragazze che sembrano non aver alcun rispetto di loro stesse e che come unica preoccupazione hanno quella dell’avere tutto subito alla maniera più semplice.

 

La Pijola  parla di ‘fast sex’, sesso occasionale divorato come un cheeseburger per ammortizzare la noia. Un rito trendy (citando il libro) che serve a rincorrere denaro e successo.

Un gioco.

Un gioco dove barbie si diverte ad essere una piccola escort e  ken le fa da pappone.

 

Bisogna interrogarsi sul come si è arrivati ad un cosi grave comportamento sociale. Sul perché. Sulle colpe.

 

Di certo non ha giovato la resa ad oggetto del corpo femminile, costante di Tv, web, pubblicità e tutto ciò che fa comunicazione.

Il corpo vende, va sfruttato e a volte diventa un mezzo per ottenere qualcosa: successo, denaro, carriera, fama. Tutti valori rispettati e desiderabili per i quali si è disposti a tutto.

Abbiamo anche inventato un nuovo nome: escort, che ha sicuramente un suono diverso da quello di puttana. È meno volgare: “Una escort è una escort, mica una puttana, sennò la chiamavano puttana e arrivederci. Cioè, tecnicamente escort è un lavoro. Ma mica vai a battere per strada. In pratica vai con gente importante, con i vip. Puoi farci soldi, politica, televisione”, argomenta la protagonista del libro della Pijola.

 

Ma dopo la società arriva la famiglia. E allora la colpa va a genitori sempre meno presenti, a famiglie disgregate e alla mancanza di comunicazione che si ha tra genitori e figli.

Dando la colpa solo ai grandi, però, si rischia di deresponsabilizzare i ragazzi, che così si nascondono dietro le mancanze familiari.

 

Il cercare le cause non deve essere però, un additare i colpevoli ma un modo per capire e così riuscire a metter dei margini. Un modo per correre ai ripari. Per rieducare al rispetto e in primis al rispetto per se stessi, questi ragazzi che sembrano continuamente perdersi tra falsi dei e nuovi miti.

1 commento

  1. I costumi sono l’espressione della società tutta.

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